Irpinia… non solo Taurasi

Colline e vigneti a perdita d’occhio: così il paesaggio Irpino accoglie i suoi visitatori!

Qui tre delle quattro DOCG Campane affondano le loro radici in questa terra ricca, fertile e generosa. Il Taurasi, il Fiano di Avellino ed il Greco di Tufo hanno permesso a questa regione di imporsi nel settore enologico internazionale, ma l’Irpinia non è solo le sue DOCG, l’Irpinia è la passione e l’amore dei suoi viticoltori, l’impegno che essi mettono nel coccolare le vigne per farne delle oasi felici e regalarci emozioni attraverso la riscoperta di vitigni autoctoni quasi scomparsi o piccole produzioni di nicchia. Sono queste le realtà che ci permettono di scoprire l’autentico Terroir Irpino per conoscere la loro ricchezza varietale.

Saranno 2 le tappe di questo nostro tour enologico alla scoperta di piccoli tesori ancora poco conosciuti, ma capaci di regalare emozioni rare.

Prima tappa: Taurasi. Potrà sembrare scontato, ma qui abbiamo incontrato dei viticoltori che hanno fatto scelte impegnative e faticose.

I Fratelli Addimanda, oltre all’aglianico, che non può mancare mai, hanno coraggiosamente deciso di scommettere su una varietà quasi estinta: il Roviello. Nei loro vigneti hanno ridato vita a questa straordinaria varietà partendo da solo 3 ceppi plurisecolari. Gianluigi, l’agronomo, con pazienza e cura è riuscito fino ad oggi a reimpiantare 2,5 ettari. Il Roviello è meglio conosciuto con il nome di Grecomusc’ (Greco molle), poiché la sua caratteristica è appunto nel grappolo spargolo (la resa è molto bassa) con acini che raggiunta la maturazione assumono un colore bruno e sembrano appassiti. La cura in vigna, la vendemmia manuale, la passione per la loro terra danno origine a vini “emozionanti”: L’Aciniell’, i Campi Taurasini, ed il Taurasi che nascono nelle loro cantine hanno tutti un’identità che li caratterizza.

L’Aciniell’ 2018 Campania IGP, prodotto con il 100% uve Grecomusc’ che dopo la vendemmia manuale vengono immediatamente lavorate. La fermentazione avviene a temperatura controllata per poi evolvere 10 mesi in contenitori inox sulle fecce fini. Il risultato è u vino sorprendente dal colore giallo paglierino con riflessi cristallini. Al naso è ricco e complesso: frutti gialli, note vegetali e agrumate si aprono ad una chiusura minerale. Al gusto è un’esplosione di mineralità e freschezza, pesca gialla, nespola, con un finale lungo che lascia la bocca desiderosa di un altro sorso.

Starse Taurasi DOCG 2014, prodotto con 100% di uve Aglianico coltivate per una buona parte con l’antico sistema a Starseta (da cui deriva il nome). Si presenta nel bicchiere con un rosso rubino acceso. Al naso la mora, la ciliegia, l’anice stellato, il pepe, la liquirizia, il cuoio che al palato si confermano e bilanciano nella struttura e corpo di questo vino.

La tappa a Taurasi si conclude con un pranzo in compagnia di Franco e Gianluigi Addimanda all’EnosteriaTagé. I piatti dello chef Salvatore Gennuso hanno perfettamente accompagnato i vini della Cantina Addimanda.

 

La seconda tappa è a Montemarano, presso l’Azienda Agricola Adelina Molettieri.

Nei loro 4,5 ettari l’aglianico regna incontestato, dal 2019 sono in prodizione Biologica. La passione di questa famiglia per il loro terroir è evidente in ogni gesto parola e sguardo. Adelina ed i suoi figli Raffaele e Marco producono con cura e sapienza dei vini sinceri che realmente rispecchiano le caratteristiche della varietà aglianico. Il  CampaniaIGP Aglianico, il Cesinè, il Taurasi ed il Rosato Biologico, tutti prodotti con 100% di uve aglianico, declinano questo vitigno dal forte carattere.

Cesiné2014,  Irpinia Doc Aglianico, non è un semplice aglianico. Dopo la fermentazione in acciaio, viene affinato per 16/18 mesi in botti di rovere da 35hl, per poi trascorrere altre 12 mesi in acciaio e altri 10/12 mesi in bottiglia.

Il colore è rosso rubino vivo dai riflessi luminosi, al naso colpisce la fragranza degli aromi di marasca, mora, liquirizia, pepe, cacao. Al palato i frutti rossi si arricchiscono e i terziari avvolgono il sorso. La nota sorprendente è la bevibilità che è caratterizzata dal tannino elegante accompagnato da una freschezza/acidità ancora ben presente e bilanciata. Nel berlo si gode del calice, ma il pensiero corre sull’ulteriore evoluzione che questa bottiglia potrà avere nei prossimi anni.

Irpinia Rosato DOP 2019, Biologico, ottenuto sempre da aglianico 100%, subisce una macerazione di 6 ore. Il colore rosa cerasuolo ci ricorda che l’aglianico è ricco di polifenoli che ritroveremo anche al gusto. Al naso note di frutti rossi e fiori, al gusto la frutta è croccante e fresca e una leggera sensazione tannica si fonde con un retrogusto di menta.

Durante il nostro Wine Tour Irpino non abbiamo solo assaggiato ottimi vini, ma abbiamo incontrato viticoltori appassionati, persone uniche che sanno trasmettere e condividere il loro amore per il vino. Un’esperienza esclusiva che l’Irpinia sa regalare a chiunque voglia viverla.

Per trascorrere una giornata a contatto con la natura e conoscere le realtà produttive di nicchia, al di fuori dei grandi circuiti enogastronomici, contattaci:  Napoli Wine Tour.